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Recensioni volanti (capitolo 11)

Torno dopo non troppo tempo a parlare di Liz Lawrence. Avevo parlato di Peanuts, scoperto a scoppio ritardato. In questi giorni è uscito un nuovo album Vespers. Ma per arrivare a questo disco dobbiamo necessariamente riavvolgere il nastro.

Dove sei andata

L’album infatti nasce da un trauma potente che capita proprio mentre Penauts era in rampa di lancio. La scomparsa di una sorella è un qualcosa che lascia un segno profondo, dolore e tante domande. Vespers non è una risposta a quelle domande anche perché per quanto qualcuno le possa cercare a volte le risposte semplicemente non ci sono. Piuttosto è una serie di stazioni che ci fanno passare attraverso il dolore, che qui è materia viva, non edulcorata, spaventosamente reale.

La struttura dell’album sembra quella di un libro, dove Mt. Nephin con la voce accompagnata solamente da glaciali sintetizzatori e Coda fungono come una sorta di prefazione e postfazione. Anche quest’ultima si discosta del tutto dal resto del disco ed è una breve elegia affidata ai soli archi. In mezzo ci sono le canzoni-capitolo dove le parole scorrono, si ripetono, scompaiono e poi tornano quasi come dei mantra. Liz Lawrence è spesso da sola con la chitarra con gli altri strumenti che arrivano a dare corpo in qualche canzone. In qualche strano modo, nonostante la tristezza e il dolore, però queste canzoni ti danno anche un appiglio. Perché partono da un fatto personale ma se stai attraversando un lutto o una fase dolorosa della vita anche solamente a livello personale questo album ti dà modo di dare sfogo a cose che magari senti o ti sono rimaste dentro.

Devi essere consapevole a cosa vai incontro ascoltando queste canzoni, però potresti trovare anche una chiave per sbloccare te stesso da una situazione d’impasse della quale magari non ti eri neanche accorto. Magari il dolore non se ne va, perché alcuni non se ne possono andare mai, però si trasforma e tu gli dai una voce.

Quindi grazie a Liz Lawrence per aver avuto il coraggio di fare questo disco. Non è facile, certe cose non lo sono mai, ma a volte è necessario.

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Pubblicato da parliamounpodimusica

Grande appassionato di musica fin da bambino, si è finalmente deciso a scriverne un po' unendo così due sue grandi passioni

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