Altro anno, altro avvento. Se lo scorso anno mi ero dedicato agli album quest’anno tocca alle canzoni. Nello specifico quelle natalizie ma non troppo.
Ci scommetto che nevica
Si può essere serenamente rassegnati? Questa canzone sembra dirci di si. È completamente pervasa da un senso di attesa, di quella che però è destinata a non essere mai sciolta. Il Godot di De Gregori qui è un amore ormai passato che ha lasciato strascichi. Ci sono binari che viaggiano paralleli con il desiderio di rivedere una persona che si è amata, anzi forse si provano ancora dei sentimenti e la realtà che fa capire che non potrà accadere.
Ma c’è anche un altro tipo di attesa: quella del Natale, in una città in cui la vita fluisce con la solita regolarità. Le immagini sono tratteggiate con mano ferma ma tenue per far vedere come la vita scorra naturalmente intorno al protagonista della canzone.
Musicalmente tutto questo viene reso con una ritmica saltellante, una pedal steel che rimanda al country, una chitarra acustica che dà man forte a basso e batteria. Inaspettata arriva a metà brano quella che sembra una fisarmonica ma più probabilmente è una tastiera, per arricchire ulteriormente il suono e dare un tocco atmosferico che aggiunge un sentore di nostalgia al pezzo.
E tu scrivimi
Ed ecco che con non troppi ingredienti si crea quel dolceamaro che si può applicare sia all’amore che alle feste. Perché da questo brano si capta sì la tristezza ma anche una sorta di leggerezza che potrebbe derivare dall’avere compreso che oltre quello che c’è stato forse non si poteva andare. Così rimane la curiosità di sapere non cosa sarebbe successo se ma cosa succederà a una persona a cui abbiamo voluto bene e ne vogliamo ancora.
La canzone è finita anche negli album live pubblicati nel corso degli anni da De Gregori. Mi ha sempre incuriosito quella contenuta in La Valigia Dell’Attore, rivista ma non troppo, soprattutto per quell’applauso spontaneo che arriva dalla platea dopo pochi secondi. Orecchio fino o qualcuno l’ha scambiata per Buonanotte Fiorellino? Un dubbio che non credo risolverò mai.