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Siamo solo una parte del tutto

Nove anni dall’ultimo tour, ventuno dall’ultimo disco d’inediti. Si può dire che il motto “lavorare con lentezza” si addica a Peter Gabriel. Non è una novità visto che sparisce e riappare sui radar degli appassionati totalmente a suo piacimento. Del resto fu proprio lui a dire, se non ricordo male:”Rockstar? Il sabato e la domenica, la mia vita è fatta anche di tante altre cose”.

All’annuncio dell’I/O Tour la prima reazione è di stupore. Sta succedendo davvero? Si, sta succedendo davvero. Due le date italiane, a Verona ed Assago. Dopo rapida consultazione si decide per la seconda. Sulla suggestione dell’Arena vince il tetto del Forum visto che le date saranno nella seconda metà di maggio.

Dopo l’annuncio del tour ci si aspetta anche nuova musica e a inizio gennaio arriva Panopticom. Primo singolo in attesa dell’album? Non proprio. Ogni mese infatti verrà rilasciata una canzone nuova, con l’arrivo della luna piena. Non solo, ci saranno due mix, il Bright-Side di Mark “Spike” Stent e il Dark-Side dove dietro ai controlli c’è Tchad Blake. Per gli amanti dell’audio immersivo c’è anche un In-Side Mix a cura di Hans-Martin Buff.

Vi gira un po’ la testa? Anche a me. Facendo un rapido conto le canzoni del nuovo album pubblicate prima dei live saranno cinque. Cosa aspettarsi dunque? Qualche canzone nuova e recuperi dal catalogo? Che palco sarà?

Una sorpresa continua

Ho cercato di evitare qualsiasi spoiler prima del concerto. Con l’ultimo aggiornamento mensile di Gabriel su YouTube mi sono visto un po’ di palco ma fortunatamente non per troppo. Una volta entrati al Forum di Assago ci si para davanti una struttura che ad una prima occhiata appare abbastanza classica, con la particolarità di uno schermo circolare quasi floydiano che si staglia molto in avanti nel palco. Dietro ci sono uno schermo e una serie di gradini. Altra sorpresa, anche nel parterre ci sono solo posti a sedere. Una scelta che sembra essere in antitesi con un concerto rock ma che capirò avere perfettamente senso.

Non voglio andare nel dettaglio per non rovinare la sorpresa a chi andrà a qualche concerto all’estero o in un eventuale nuovo giro nel 2024. Mi limito a dire che dopo qualche tour che guardava maggiormente verso il passato qui le canzoni nuove fanno la parte del leone. Anche alcune non ancora pubblicate ufficialmente. Potrebbe dare l’idea di un laboratorio itinerante ma tutto è compatto e ben oliato. I nuovi brani si inseriscono naturalmente fianco a fianco ai brani storici e il fatto che il pubblico sia seduto consente di seguirli con attenzione. Si apprezza ogni sfumatura, sia sonora che visuale, ma non è un’esperienza che trasmette freddezza. Anzi c’è tantissimo calore ed interazione tra palco e platea, con un Gabriel che si riappropria con naturalezza della scena dopo una lunga assenza.

Sembra quasi che al Forum ci sia un unico gigantesco cuore che batte, formato da quelli dei musicisti e del pubblico. Ovviamente ci si lascia andare quando appaiono le canzoni più conosciute ma tutti sono pronti a prestare orecchie, testa e cuore per seguire il musicista di Bath nel viaggio che si sviluppa durante lo show.

Un senso di casa

Si riannodano i fili e il dialogo tra artista e pubblico fluisce in maniera naturale, ci si sente a casa. Il palco, che inizialmente appare sobrio, è uno scrigno di segreti dove da ogni angolo potrebbe spuntare fuori qualche trovata comunque sempre molto funzionale ai brani. La band allestita per questo tour è un ulteriore valore aggiunto: ai fidi Tony Levin, David Rhodes, Manu Katché e Richard Evans ci sono alcune nuove entrate.

Don-E alle tastiere, Josh Shpak ai fiati, Marina Moore a violino e viola ed Ayanna Witter-Johnson a violoncello e piano contribuiscono ad inspessire la tessitura sonora. Tutti cantano, con la Witter-Johnson che ha particolarmente modo di risplendere in Don’t Give Up, e le nuove entrate aggiungono nuovi sapori in un concerto che è molto organico e terreno. Nonché molto intimo ed emozionante. Se ne esce con la sensazione di essere un unico organismo vibrante ed un cuore colmo di gioia e gratitudine.

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Pubblicato da parliamounpodimusica

Grande appassionato di musica fin da bambino, si è finalmente deciso a scriverne un po' unendo così due sue grandi passioni