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One, two, three, four, can I have a little more?

Una nuova Anthology. Io, che ormai ho una certa età, mi ricordo quando uscì trent’anni fa ammantata di un alone mistico. Per la prima volta si aprivano gli archivi dei Beatles e dopo anni di bootleg si sarebbero potuti ascoltare ufficialmente. Oltre a questo era arrivato anche un documentario in più parti per il quale si era addirittura scomodata mamma Rai. La rete prescelta era RaiDue e ricordo le seconde serate, quando seconda serata voleva dire le 23 e non le una di notte, passate a guardare le varie puntate.

Per un sedicenne affamato di musica fu il primo vero contatto visivo con i Beatles se si escludono le videocassette con i film che i quattro avevano girato all’epoca. Ma all’interno dell’Anthology si potevano vedere per la prima volta cose poco o per nulla viste come spezzoni di concerti e interviste.

A volte ritornano

Dopo non essere stata disponibile per anni se non su supporto fisico Anthology sbarca in streaming su Disney+, che ormai sta diventando la casa del materiale video dei Beatles. Tornano quindi nei negozi anche i tre doppi cd (o tripli vinili) che costituivano la parte audio. A corredo arriva un quarto volume, contenente materiali in parti inediti e in parte ripescati dalle deluxe e superdeluxe degli album apparse nel corso degli anni. Decisione che ha dato adito a qualche polemica ma che mi sento di condividere e spiegherò perché. Meno comprensibile la scelta iniziale di includere questo quarto volume inizialmente solo nel box con gli altri tre, su cui si è saggiamente ritornati sopra rendendolo disponibile anche in solitaria.

Questa quarta Anthology perde forse un po’ la sensazione di “apertura del vaso di pandora” che avevano le altre tre al momento della loro uscita e non poteva essere altrimenti. La storia (e il mercato) ci insegnano che di definitivo non c’è più niente, nemmeno se esiste un box al riguardo. Ma è una sorella minore?

Appunti, provini, prove e frammenti

A prima vista potrebbe sembrare così. Laddove i primi tre volumi risolvevano con sei dischi tre ere distinte qui abbiamo due soli supporti che vanno dagli inizi fino agli inediti già noti. Se si aggiunge il parziale riciclo di brani potrebbe sembrare un qualcosa di decisamente non essenziale.

Invece secondo me ha una sua ragion d’essere. Sembra una sorta di audio documentario che consente di ascoltare le evoluzioni del gruppo. Le prime registrazioni, in gran parte inedite, mettono in risalto l’impeto della band e si assiste man mano al cambiamento. È tutto meno “pulito” e sembra più di essere una mosca sul muro che ha la fortuna di tornare ad Abbey Road anno dopo anno. Poi certo, ci sono le sovraincisioni che fanno grandi le canzoni come gli ottoni, gli archi e i fiati di I Am The Walrus che qui vengono esaltati isolandoli.

Su tutto però è sempre incredibile constatare come spesso le canzoni siano già tutte lì nelle primissime esecuzioni. Sulla traccia base di The Fool On The Hill puoi cantare sopra, così come sulla versione strumentale di She’s Leaving Home.

Vecchie novità

A chiudere arrivano le tre canzoni post avventura. Free As A Bird e Real Love sono remixate utilizzando la stessa tecnica usata per Now And Then. La voce di Lennon ne beneficia in chiarezza e soprattutto per il secondo brano è forse un bene. Si sentono anche altri dettagli che nel vecchio mix non si notavano ma per quanto mi riguarda qui a determinare la preferenza per una versione o l’altra è veramente il gusto personale.

In chiusura c’è proprio Now And Then su cui mi ero espresso qui. Credo che questa sia la sua collocazione più corretta. Il fatto di averla inserita alla fine della nuova edizione di 1967/1970 non mi aveva convinto mentre in questo contesto ha perfettamente senso.

Per quanto riguarda le lamentele sulla tracklist e il riutilizzo di brani già utilizzati la questione è scivolosa. Ovvio che gli appassionati bramerebbero solo versioni mai pubblicate. Spesso però gli appassionati sono anche completisti quindi questo disco lo avrebbero comunque acquistato. Ci sono però molti che non hanno voglia, tempo e possibilità di acquistare deluxe o superdeluxe edition di tutti gli album. Penso quindi che sia bello che ci sia questa raccolta che volendo in pochi passi offre un accesso alternativo a chi volesse approfondire. Forse alla fine spiega anche meglio più di tante parole chi erano i Beatles a chi se lo chiede.

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Pubblicato da parliamounpodimusica

Grande appassionato di musica fin da bambino, si è finalmente deciso a scriverne un po' unendo così due sue grandi passioni